Jane Austen tradotta da Susanna Basso per “Scrittori allo specchio”

Il secondo appuntamento della rassegna targata “Amabili confini” si è tenuto giovedì 9 settembre ed ha visto la partecipazione della traduttrice torinese alle prese con un classico della letteratura al femminile come “Orgoglio e pregiudizio”.

Scrittrice britannica, in piena epoca vittoriana, Jane Austen, oltre ad essere uno dei capisaldi della letteratura neoclassica, è anche figura di riferimento per il movimento dell’emancipazione femminile.

La scrittrice inglese in un’immagine d’epoca

Pubblicato per la prima volta nel 1813, “Orgoglio e pregiudizio” è considerato ancora oggi uno dei più importanti romanzi della letteratura inglese. Un capolavoro senza tempo che racconta la storia delle cinque sorelle Bennet alle prese con i loro corteggiatori e le manovre della madre per trovar loro marito, nella provincia inglese di fine Settecento. Ma è soprattutto l’indimenticabile storia d’amore tra la brillante e orgogliosa Elizabeth e l’altezzoso e irresistibile Mr Darcy.

La presentatrice Rita Montinaro ha introdotto l’ospite Susanna Basso, traduttrice del romanzo pubblicato nel 1996 dall’editore Frassinelli, nella collana I Classici Classici.

Un momento della serata (foto: Amabili confini)

Susanna Basso è nata a Torino dove lavora come traduttrice prevalentemente per la casa editrice Einaudi e come insegnante di Lingua e Letteratura inglese al Liceo Classico Massimo D’Azeglio. Ha vinto per due volte il premio Procida per la traduzione, si è aggiudicata il premio Mondello nel 2006, il Nini Agosti Castellani nel 2007 e il premio Giovanni, Emma e Luisa Enriques nel 2016. Ha tradotto Ian McEwan, Alice Munro, Martin Amis, Elizabeth Strout, solo per citare alcuni autori famosi.

La traduttrice durante l’incontro (foto: Amabili confini)

La rassegna, ideata da Francesco Mongiello, prevede altri tre incontri: con Claudia Zonghetti (“Anna Karenina” di Lev Tolstoj) il 16 settembre, Giorgio Amitrano (“Kafka sulla spiaggia” di Murakami Haruki) il 22 settembre e Yasmina Mélaouah (“La peste” di Albert Camus”) il 30 settembre.

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