Valona e lo sviluppo dell’Albania

Il porto di Valona accoglie una volta al giorno soprattutto connazionali di ritorno dall’Italia, che si imbarcano da Brindisi sul traghetto di una compagna greca (battente bandiera panamense).

Da qualche anno su quella stessa nave si imbarcano anche turisti, visitatori e “curiosi” alla scoperta di una città costiera (ma appena sotto un promontorio), Valona, e di una nazione, l’Albania che è aspra, selvaggia e dagli spazi sterminati (sono cinque o sei – Tirana, Durazzo e Fier le più importanti – le città popolate da più di cento mila persona, il resto sono paesi, villaggi, campagne, montagne e costa).

Tra i più assidui ospiti della città ci sono i cd “turisti dei denti”, soprattutto italiani, del brindisino, che, attratti dai bassi costi e da un servizio comunque efficiente e più veloce rispetto ai tempi degli italiani, vanno a farsi ponti, impianti, sbiancamenti, ecc, e nel frattempo si godono il caldo fresco della città (“meno umido che dal lato italiano della costa adriatica” – ci spiega un brindisino”), un cibo a base di pesce (“qui si possono consumare tranquillamente, – racconta – senza che ciò sia illegale come in Italia, i datteri di mare”) ed una spiaggia che non è rinomata magari come molte dell’Italia, ma che, in realtà, non ha nulla da invidiare ai più famosi boulevard di città poste sull’oceano (tipo Miami o La Havana o quelli brasiliani di San Paolo e Rio de Janeiro).

Uno degli hotel, a conduzione familiare, molto frequentato da italiani

Appena dopo l’indipendenza dell’Albania e comunque negli anni ’90 è stata avviata una massiccia campagna di investimenti (pubblici e privati, coinvolte anche organizzazioni internazionali, in particolare l’UE), per una sorta di “piano Marshall” albanese, che nella città di Valona è particolarmente evidente.

Un lungo e largo “boulevard” (Rruga Demokracia) taglia in due la città fino ad un lungomare che non ha niente da invidiare, in quanto a grandezza (strade a quattro corsie) , posizione (tra mare e montagna) e strutture tipo grattacieli (alberghi, ristoranti, bar e locali aperti giorno e notte), a quelli più famosi di oltreoceano.

Il progetto di riqualificazione del boulevard rruga demokracia

Un lungomare che rappresenta forse la più evidente espressione di uno sviluppo che ha avuto luogo solo da qualche anno e che ancora deve dare i suoi frutti.

“Boulevard e lungomare sono sempre pieni di gente. Ci sono si turisti – ci spiega un albergatore del posto – ma ancora non c’è il pieno.” In effetti tutti i bar, i club, i disco pub, sono sempre pieni, ma frequentati da gente del posto. “Anche la fiumana di gente che si riversa la sera sul lungomare – continua – sono per la maggior parte albanesi che vengono a farsi le loro vacanze qui.”

Insomma Valona, come tutta L’Albania, aspetta ancora (ma lo vuole veramente?) di diventare davvero internazionale e multiculturale.

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