Quei tredici morti di cui nessuno parla

Tra gli effetti del coronavirus in Italia, ce n’è uno che merita una valutazione a parte.

All’inizio dell’epidemia in Italia, sono scoppiate rivolte in diverse carceri italiane. A Modena, in particolare, sono cominciate le proteste dopo lo stop ai colloqui in carcere. Ben presto il malcontento ha preso corpo anche in altri istituti penitenziari. In quello di Foggia, ad esempio, c’è stata un’evasione di massa (con tre evasi ancora attualmente latitanti).

Tredici i morti, di cui nove solo a Modena. Numeri che, in altri momenti, avrebbero scatenato interrogazioni parlamentari e petizioni. L’opinione pubblica si sarebbe sollevata, come nei casi di Stefano Cucchi o di Bolzaneto a Genova. Le indagini sono state avviate, ma ci vorranno mesi per le prime risultanze.

Ufficialmente morti per overdose di metadone o farmaci.  Ma purtroppo in Italia non sono mancati casi di insabbiamento o depistaggio per puro spirito corporativo. Tra gli agenti penitenziari c’è chi non ha esitato, sui social, a paragonarsi, in questi giorni di emergenza, al lavoro “eroico” svolto da medici e infermieri.

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