Poco più che pop

Street art nei luoghi del trash.

Una galleria d’arte e l’arte fuori dalla galleria. Un manifesto di intimo. Qualcuno lo ha adattato nei luoghi urbani. Esattamente a Matera. Messo lì come per caso.

Prima in un vicolo della movida. Poi tra le installazioni senza senso di un quasi Dalì.

E’ stata questa la provocazione di un giovane street artist che ha la sua base operativa in Brianza.

E non è Bansky, ma Mattia Domina.

Il trentunenne artista brianzolo sperimenta nell’ambito della comunicazione visiva tanto da non essere passato inosservato da un gallerista materano, Enrico Filippucci, che ha giustapposto una delle installazione davanti alla sua Galleria, Opera Arte e Arti.

Un’artista che ha colto esattamente, come nella sua formazione, quanto la società stia cambiando e quanto l’arte debba adeguarsi ad essa. E solo dopo questa consapevolezza il messaggio artistico può restituire il suo senso originario.

Domina nel 2016 ha esposto nell’ambito de “L’arte del mutare” al MiMuMo (Micro museo di Monza), il più piccolo Museo del mondo (appena 2 mq).

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