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La guerra delle spie, il Russia-gate e la fabbrica dei trolls

La sequela delle spie russe (da Litvinenko a Skripal), eliminate o aggredite, è la cartina di tornasole del regime di Putin. Ma il “Russia – gate” e le fabbrica di fake news e trolls (da agenzie russe) pongono la Federazione russa come “al servizo” della causa del populismo globale.

 




In principio (era il 2006) fu la morte al polonio (a LONDRA) dell’ex agente del KGB, Litvinenko. Comincia così la feroce resa dei conti degli oligarchi russi. Un assestamento degli equilibri quando Putin è al suo sesto anno di presidenza. Quattro o cinque miliardari (con interessi nel petrolio e nei mezzi di comunicazione) che attraversano impunemente tutta l’era di Boris Eltin e arrivano a detenere una buona fetta del potere economico e politico della Russia.

l’ex agente del kgb, Alexandr Litvinenko,

 Sotto la presidenza Putin però cambiano (a colpi di eliminazioni fisiche) alcuni equilibri interni tra gli oligarchi. Boris  Berezovsky, magnate della tv russa, viene trovato ucciso, impiccato in circostanze misteriose (a LONDRA),  nel 2013. Cambiano i personaggi (Roman Abramovich, proprietario della squadra di calcio del Chelsea, ha fatto la sua fortuna in quel periodo aumentando la sua influenza economica e politica sull’intera Federazione russa) ma rimane inalterato il sistema di potere russo, quello dell’oligarchia.

berezovskij, l’oligarca
il magnate russo Roman Abramovich

Nel 2015 l’uccisone di Boris Netsov, uno degli oppositori di Putin della prima ora, ha messo in evidenza come al governo Putin non siano estranei metodi da regime (se già non fosse stato chiaro con la morte, nel 2006, della giornalista Anna Politkovskaya). Un regime che sin dalla sua nascita (nel 2000) si è nutrito dell’azione dei suoi potenti servizi segreti.

Colonnello del kgb (passato poi al servizio di sua Maestà) anche Sergej Skipral, avvelenato insieme alla figlia lo scorso marzo (nel Regno Unito- salisbury). Il sito Bellingcat ha scoperto la vera identità del secondo uomo sospettato di avere avvelenato l’ex spia russa Sergei Skripal a Salisbury, in Inghilterra, lo scorso 4 marzo. L’uomo, entrato nel Regno Unito con un documento che lo identificava come “Alexander Petrov”, si chiama in realtà Alexander Yevgenyevich Mishkin ed è un medico militare che lavora per l’intelligence militare russa, più conosciuta con la sigla Gru. Un’altra inchiesta di Bellingcat, realizzata insieme al sito russo The Insider, aveva già identificato l’altro uomo sospettato di avere tentato di uccidere Skripal e sua figlia Yulia: si chiama Anatoliy Chepiga, appartiene anche lui al Gru e in passato era stato insignito della più alta onorificenza nazionale russa, la medaglia di Eroe della Federazione Russa. Per l’avvelenamento la Gran Bretagna ha sempre detto essersi trattato di spie russe come rappresaglia per il “doppiogiochismo, mentre per Putin i due accusati erano normali cittadini che avrebbero agito per questioni familiari.

il secondo identificato per l’avvelenamento di Sergej Skripal (bellingcat)

Ma la nuova frontiera delle “spie” russe sono le fake news ed i trolls. Vere e proprie agenzie informatiche in grado di condizionare risultati elettorali e/o di spostare consensi per questa o quella parte politica. In realtà non molto diverso da ciò che fa, ad esempio, la Cambridge Analytica di Steve Bannon. (app. per cartaceo)

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