Bari calling

Presentato nell’ambito della rassegna “Tu non conosci il sud” nella serata che “la Bari” sognava la promozione in B.

Pierluigi De Palma, avvocato, descrive le ambientazioni baresi, tra il Carofiglio ed il Piva, della città della sua adolescenza, in un memoir sul filo della musica e dei ricordi personali.

Una città con un cuore popolare, quello del porto e di Bari vecchia. Ma anche la città borghese di di via Sparano. Le due anime che si incontrano in corso Vittorio Emanuele.

Una città a ritmo di musica. Di rock, di punk, di reggae. Dagli anni ’70 fino ai giorni nostri. Con la città pugliese nel cuore. Una città impastata da queste due anime così apparentemente distanti: l’una abbronzata sulle spiagge di Torre canne, Polignano o Monopoli e vestita nelle boutique di via Sparano; l’altra cotta al sole del porto, o di San Girolamo o di “pane e pomodoro”, che nei dedali di Bari vecchia trovava ristoro e protezione.

Bari calling è un racconto generazionale, una irriverente ballata rock ispirata dall’unica città al mondo che può vantare una squadra di calcio declinata al maschile e al femminile: il Bari o la Bari.

Uno striscione appeso sui palazzi di Bari vecchia per la partita di calcio della squadra barese

Pubblicato da Laterza (nella collana Contromano) il libro si svolge indietro negli anni: a partire dal presente romano di De Palma e del suo studio legale associato a riannodare il filo della memoria che lo riporta nella sua Bari attraverso i concerti (trentatrè di Bruce Springsteen, venti di Bob Dylan) della sua vita. “Perchè se Bari chiama è meglio risponderle”.

Ho visto migliaia di concerti. Li ho visti tutti. Li avrei visti tutti se avessi visto Bob Marley, i Clash, i Sex Pistols e i Nirvana. Ma quelli purtroppo non li ho visti e non riesco ancora a farmene una ragione.

Un libro che si legge d’un sorso come una Peroni ghiacciata sul lungomare della città che guarda ad est.

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