“Future digs” – lezioni di cinema: Sanguineti racconta Olmi

Nella seconda delle tre lezioni sul cinema dedicate a “Ieri, oggi e domani”, il critico cinematografico e autore televisivo, Tatti Sanguineti, ha presentato tre brevi documentari che raccontano, in forma d’intervista, il “cinema” di Olmi, uno di quei registi che hanno dato vita, insieme ad autori come Bertolucci o Taviani, alla cd “nouvelle vogue”.

Tatti Sanguineti è nato a Savona. Giornalista, ha pubblicato diversi libri (tra cui “Il cervello di Alberto Sordi”, “Rodolfo Sonego e il suo cinema”) ed è stato uno dei fautori di programmi di successo (come “Il portalettere”) della “rivoluzionaria Rai tre di Angelo Guglielmi.

Ermanno Olmi, di Bergamo, ha lasciato il segno nel cinema italiano con film come “L’albero degli zoccoli”, “Il segreto del bosco vecchio”, “Cantando dietro i paraventi” o “Il mestiere delle armi”. A torto è stato considerato, con l’uscita nel 1978 de “L’albero degli zoccoli”, come fautore di un cinema nostalgico, che rappresentava un mondo contadino chiuso e arcaico, impregnato di un cattolicesimo da fine ottocento.

Due, in particolare, le “chicche” lasciate da Ermanno Olmi nelle  tre interviste rilasciate a Tatti Sanguineti. La prima riguarda la sua esperienza professionale di quando agli esordi a Roma fu “bidonato” da Federico Fellini, ciò che però non gli impedì in seguito di presentarsi a Venezia o a Cannes con i suoi primi lavori. La seconda, invece, riguarda anche il privato del regista: Olmi racconta che fu proprio durante il casting di uno dei suoi primi film (“Il posto”) che si innamorò di quella che poi sarebbe diventata sua moglie. CIò che lo colpì di quella che doveva recitare nel suo film fu una particolare “naturalezza” dinnanzi alla macchina da presa.

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