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I dati sull’immigrazione in Basilicata e le politiche nazionali

Resi noti per la Basilicata i dati più significativi del fenomeno nell’ultimo anno: oltre 22.000 gli immigrati presenti sul territorio lucano, maggiori permessi di soggiorno per motivi familiari e presenza in prevalenza, per nazionalità, di rumeni, albanesi e marocchini

E’ stato presentato anche a Matera, presso la sala Mandela del Palazzo di città, il dossier statistico immigrazione 2021 a cura dell’Idos – centro studi e ricerche. Una presentazione che è avvenuta in contemporanea con altre città italiane.

Il dossier presentato presso la sala Mandela

Secondo Donato Di Sanzo, dell’Università di Palermo, in prospettiva a fronte di un numero crescente di ingressi di immigrati nel territorio italiano, diminuisce il numero di coloro i quali vi si stabilisce in maniera duratura. E ciò a causa di due ordini di motivi: molti di coloro i quali arrivano nel nostro Paese in realtà sono diretti verso altri Stati europei e per il particolare sistema dell’accoglienza in Italia.

In Basilicata, in particolare, è piuttosto rilevante il problema relativo ai lavoratori stagionali, per cui vi è un ritardo istituzionale, secondo Paola Andrisani (antropologa e redattrice dell’Idos), sia per quanto riguarda l’effettivo funzionamento di un tavolo a livello regionale e sia per la mancanza di strutture specifiche. Insomma un problema questo (come molti altri che riguardano la questione immigrazione in Italia) affrontato spesso in condizioni di emergenzialità.

E lo sanno bene quelli dell’Adu (associazione per i diritti umani). Sonia Sommacal, avvocato e vicepresidente dell’associazione, ha infatti rilevato come spesso non venga rispettata la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, nella parte in cui quest’ultima prevede che “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”. In base a questo è stato presentato ricorso, sia per un bracciante che per una badante in Basilicata, alla Corte Europea di Strasburgo, per le particolari condizioni di salute e ambientali in cui vengono a trovarsi i lavoratori di questo tipo.

La critica maggiore dunque è stata portata direttamente allo Stato italiano (contro cui tra l’altro vengono presentati i ricorsi alla Corte europea), indietro con una normativa effettivamente a tutela dei migranti, sia per quanto riguarda l’assenza di strumenti che consentano una tutela di questi diritti nelle sedi processuali italiane e sia per quanto riguarda una carenza normativa.

Da questo punto di vista, infine, è stato rimarcato, durante i lavori, come sia considerata dai presenti un vulnus la mancanza ancora nel sistema normativo di un pacchetto di norme come quello dello “ius soli” e dello “ius culturae”.



Sono intervenuti, tra gli altri, Pino Passarelli (associazione “Migranti tutti”) e Francesco Castelgrande (associazione “Migranti Basilicata”). Ad introdurre, moderare e concludere i lavori, Gianluigi De Vito (giornalista). Presente anche il sindaco di Matera, Domenico Bennardi.

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