A Valona i cent’anni dalla liberazione dell’invasione italiana

Si è tenuta i primi di settembre la celebrazione per i cent’anni dalla liberazione dell’Albania dall’invasione degli italiani, cominciata durante la prima guerra mondiale.

L’Albania appena divenuta indipendente (nel 1912) subì infatti l’aggressione del regno d’Italia nell’ambito della più ampia campagna dei Balcani durante la prima guerra mondiale.

A guidare la rivolta, insieme ad uno degli eroi nazionali albanesi (Ismail Queimani) anch’egli di Valona, è stato il nonno di Sejfi Dejlani, residente a Matera e con la doppia cittadinanza (italo-albanese).

Sejfi in un momento di relax nella sua città natale, Valona

E c’era anche lui a Valona, nella piazza principale (dedicata alla liberazione dell’Albania dai turco-ottomani nel 1912), per ricevere un’onorificenza direttamente dalle mani del presidente della Repubblica Ilir Meta.

“Mio nonno, che si chiamava come me ed a cui hanno dedicato una via a Valona – ci racconta Sejfi di ritorno dall’Albania – si è distinto perchè si rifiutò di cedere parte delle proprietà ad un generale italiano e per questo fu fatto prigioniero in Italia.” Sejfi è molto orgoglioso delle sue radici albanesi tanto da aver scritto un libro sulla storia della sua famiglia.

“Girando per Kanine (ndr: la collina prospiciente la baia di Valona che ha ospitato i primi insediamenti della città) – conclude – molti (soprattutto anziani) mi riconoscono perchè ancora ricordano le gesta di mio nonno.”

La collina di Kanine

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