Un TAM nei Sassi

Sta per Tower Art Museum, o anche le prime tre lettere di Matera al contrario. E’ la sfida di tre giovani (Mauro Acito, Dario Colacicco e Debora Russo) quella di creare un museo di arte contemporanea nel cuore di una delle città più antiche del mondo.

Come un segnale, un colpo battuto. Quello dei tre ragazzi che della torre (la Tower del nome) ne hanno fatto fulcro della loro proposta. Una proposta di arte contemporanea. Ma anche una provocazione.

I Sassi, oggi appannaggio per lo più di ristoranti, alberghi e bad and breakfast, hanno una conformazione ed una stratificazione storico – architettonica difficilmente districabili, ma l’antica città di tufo è unanimamente riconosciuta come un unicum nel suo genere.

Tra le tante storie di questa (l’antica città di tufo) che fino agli anni ’50 era Matera, vi è quella delle torri (normanne, aragonesi) e delle porte d’ingresso alla città e delle mura di cinta oggi scomparse (ve ne rimane solo qualche traccia).

Un autentico patrimonio storico è dunque anche quello della torre (oggi Padula), anche se di proprietà privata e non riconosciuto dalla locale soprintendenza. Ebbene può succedere che un bene storico risalente al XIII secolo sia in mano a privati e sottratto alla fruizione pubblica.

Per ora in modalità “provvisoria”, il TAM ospita i Cane morto, che non è una brutta cosa. Sono solo tre allegri writers brianzoli, che insieme a quei buontemponi dei “nostri”, ridisegnano, a modo loro, la storia locale.

Per veder quella che è sicuramente una proposta originale basta andare a Matera, in via Ridola e seguire la guida fino alla Torre. La sua apertura definitiva è prevista solo prossimamente.

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