Quel decennale intreccio: le relazioni “pericolose” in Basilicata

Recenti indagini hanno classificato la Basilicata ai primi posti per “indice di percezione di corruzione”. Un fenomeno antico, quello di un sistema “clientelare”, che in Basilicata ha anche radici storiche ben precise: quelle del risorgimento e della massoneria. Potenza, ad esempio, è stata la prima città ad insorgere contro i Borboni e fondamentale fu il ruolo della “borghesia” locale. Notabili e potenti che aderivano (come del resto accadeva nel resto d’Italia) a logge massoniche.



l’ex governatore della Basilicata, Marcello Pittella, tutt’ora indagato e sottoposto alla misura del divieto di dimora nella città di Potenza

Diverse inchieste (alcune anche famose, assurte alla ribalta nazionale, come quella, “Why not”, dell’allora pm a Catanzaro Luigi De Magistris) hanno riguardato in particolar modo il rapporto tra politica e magistratura.

Inchieste come “toghe lucane” o “rimborso poli”, fino all’ultima, “Il suggello”, hanno riguardato proprio un sistema presunto (dagli inquirenti) “malato” di rapporti tra Pubblica Amministrazione, imprenditori, politici, magistrati, ecc., quasi a far parlare di un sistema lucano, ribattezzato dagli stessi atti dell’inchiesta “Il suggello” (condotta dal pm Salvatore Colella ed ora – ndr: al momento in cui si scrive – in fase di udienza preliminare) come “il sistema Pittella”.

Finanche quando vi sono state assoluzioni – in Appello (presso il Tribunale di Potenza),  o in Cassazione – l’aura di un sistema improntato a conoscenze, favoritismi, raccomandazioni, ecc., è rimasta.

Nel numero 46 di Econews (rivista d’informazione glocal) un ampio resoconto.

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