AL TILT CON MATTEO GARRONE

La 19th edizione del LFF (Lucania Film Festival) si è tenuta presso il TILT – centro per la creatività. “Una cittadella nella periferia della periferia (a Marconia – Pisticci/Mt)” – come dice uno dei tanti operatori addetti all’evento che ormai da quasi vent’anni richiama filmakers e appassionati da ogni dove.

Il regista Matteo Garrone sulla passerella del 19th Lucania Film Festival

 

MARCONIA/Pisticci (Mt) – Matteo Garrone è autore che proviene dalla pittura. Nei “mestieri” del cinema ha fatto di tutto: dall’operatore al costumista, dallo sceneggiatore allo scenografo.

Con il film “Gomorra” ha aperto la strada per una miriade di series e fiction. Portato anche negli States, il film del 2008 ha avuto molto successo tanto da aver egli stesso lavorato a Los Angeles al suono ed al doppiaggio in americano del film.

“Purtroppo la situazione negli Stati Uniti è questa: i film stranieri non passano nelle sale (se non in qualche cinema off a New York) se non c’è doppiaggio americano.” Garrone ha poi lavorato alla produzione (questa sì con decisa impronta internazionale) ed alla realizzazione di “The tale of the tales” (dalla raccolta di Giambattista Basile, “Lu cuntu de li cunti”). Un film “diverso” quest’ultimo, per metodo e linguaggio, dagli altri del regista napoletano il quale, come ha spiegato egli stesso durante la masterclass del Lucania Film Festival, si trova più a suo agio “dentro la scena, con la camera a spalla o in stedy cam.”

“Abbiamo cambiato in itinere il finale di Dogman” – spiega Garrone ad una sala per lo più di addetti ai lavori – “laddove di solito invece nei miei film si cerca di rispettare fedelmente la sceneggiatura.” Nel caso di Dogman, infatti, come ha raccontato in un aneddoto: “durante le riprese lo stesso Marcello Fonte ha evidenziato la necessità di dare un altro significato al film (quello del riscatto e della sete di giustizia), scelta risultata “vincente”. “Girato tutto in piano sequenza – ha concluso – è stato necessario girarlo, appunto, in sequenza (e non come si fa di solito rispettando rigidamente la sceneggiatura magari girando il finale nei ritagli, nel week end)”.

A dire della passione di Garrone per una regia “fatta a mano” un episodio da lui citato: “durante le riprese di Reality avevo la necessità di provare la steady andandomene in giro per Napoli a riprendere, prima di farlo sul set”.

 

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