L’autonomia fiscale delle regioni “ricche”

Dovrebbe essere discussa in Consiglio dei Ministri, nei prossimi giorni, la proposta che vorrebbe rendere le regioni italiane più autonome in materia fiscale ma che in realtà aumenterebbe il gap tra regioni del Sud e quelle del nord.


Era una misura annunciata da tempo, soprattutto dalle parti del Veneto (il governatore Zaia, il ministro per gli affari regionali, Erika Stefani) e della lega (Calderoli). Nel 2017 è stato fatto addirittura un referendum consultivo (con prevalenza di si) in Lombardia e Veneto. La proposta verrà valutata in Consiglio dei Ministri (fermo restando la sua formulazione in un testo di legge ed i profili di costituzionalità) anche grazie al placet del m5s.
Una proposta che vorrebbe commisurare il prelievo fiscale al pil della Regione e offrire i servizi locali in proporzione a questi e per cui necessiterebbe una modifica alla materia delle competenze Stato/regioni ex artt 117 e seguenti della Costituzione.
in parole povere le regioni più ricche sarebbero sempre più ricche, quelle più povere sempre più povere, volendosi infatti eliminare il principio di sussidiarietà stabilito a livello costituzionale.

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