Immigrazione: quale gestione?

Il ministro dell’interno italiano, Matteo Salvini, appena insediato, ha dettato l’agenda politica non solo italiana, ma anche europea, ma con quali risultati?

 

L’Italia ha chiuso i porti alle ONG, mentre dalla Libia sono riprese, proprio in concomitanza con l’insediamento del nuovo Governo italiano, le partenze dei migranti e sono ricominciati i naufragi.

I risultati, di stop alle partenze dalla Libia e degli accordi con le diverse componenti del territorio libico, ottenuti lo scorso anno dal governo Gentiloni sembrano essere già compromessi.

A livello europeo, il Consiglio d’Europa, che si è tenuto lo scorso 28 giugno, non ha accolto le proposte di modifica agli accordi di Dublino così come presentate dal Parlamento europeo ed ha ceduto alle richieste dei Paesi di Visegrad per la redistribuzione dei richiedenti asilo su base volontaria.

   Il presidente del Parlamento Europeo, AntonioTajani, ad un dibattito sull’immigrazione organizzato dalla testata giornalistica de “L’avvenire”.

Insomma a livello europeo l’Italia appare più isolata nella gestione del fenomeno immigrazione e più chiusa sul piano delle frontiere.

Il nunzio apostolico a Damasco, mons. Zenari, anch’egli intervenuto all’incontro di Avvenire organizzato lo scorso 25 giugno

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