Il contrasto alla criminalità organizzata in Basilicata

Un bilancio dell’attività della DDA di Potenza a otto mesi dall’insediamento del nuovo procuratore capo, Francesco Curcio

Il Procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio

Da quando si è insediato il nuovo procuratore capo presso il Tribunale di Potenza nel marzo scorso, sono stati inferti diversi colpi alla criminalità organizzata lucana (anche di tipo mafioso). Le ultime relazioni della Direzione Nazionale Antimafia avevano infatti messo in guardia dal pericolo di infiltrazioni mafiose visti sia gli interessi per Matera 2019 che alcuni attentati incendiari e di tipo estortivo (che si sono susseguiti negli ultimi anni in particolare nella provincia di Matera, nel capoluogo e sulla costa ionica). Francesco Curcio, forte anche della precedente esperienza presso la Procura della Repubblica di Napoli e come sostituto presso la Procura Nazionale Antimafia, coordina anche la direzione distrettuale antimafia, e questo ufficio ha messo a segno diverse operazioni di polizia che hanno smantellato sodalizi criminali operanti sia nel materano che nel potentino.


Ad appena un mese dal suo insediamento, sono state concluse due distinte operazioni di polizia relative entrambe a reati associativi (relativi in particolare al traffico di stupefacenti), una nel potentino, cd. operazione “Drummer”, che ha portato all’emissione di misure cautelari per 36 persone; ed un’altra a Matera, cd operazione “Rosso di sera”, che ha smantellato un traffico internazione di droga.
A giugno poi sono stati emessi diverse ordinanze di custodia cautelare per quello che è considerato il “clan” Riviezzi di Pignola (Pz) per “un sodalizio, con ramificazioni anche fuori regione ed all’estero, dedito al traffico di stupefacenti.“
L’ultimo colpo (lo scorso ottobre) è stato assestato a tre diverse realtà criminali della provincia di Matera: tre gruppi considerati veri e propri clan, collegati tra loro anche per l’approvvigionamento di stupefacenti e legati dunque da interessi economici. Contestati anche l’associazione di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni (tutta una serie di episodi avvenuti in questi ultimi anni nei paesi di Scanzano ionico e di Policoro sono stati attribuiti ai componenti di tali gruppi). Si tratta in particolare dei “clan” Schettino, Russo e Donadio (quest’ultimo operante a Montalbano ionico).

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